Il termine open-source nasce come metodo di sviluppo del software aperto al contributo di chiunque sia in grado di portare modifiche di miglioramento. Si basa sulla trasparenza dei processi e il potere della rete (internet). L’aspettativa è quella di avere una migliore qualità, più flessibilità, costi minori e la fine delle strategie di marketing di venditori senza scrupoli. Questo non significa fornire gratuitamente esperienza e conoscenza, significa invece mettere le intelligenze in rete secondo la logica che il miglioramento delle condizioni individuali contribuiscono al miglioramento delle condizioni ambientali. In questo senso la filosofia open-source deve diventare patrimonio di architetti e amministratori delle città.
Parlando di architettura opensource si delinea un’alternativa praticabile, una casa che nasce dalla partecipazione al progetto da parte degli abitanti e che prevede un alto grado di flessibilità e adattabilità. Per l’architettura questa non è una novità, il progetto aperto, la stratificazione, la trasformabilità caratterizzano l’edilizia residenziale storica delle nostre città. Mai come in quest'epoca si coglie una distanza tra le esigenze reali dei cittadini e la proposta del mercato immobiliare, il grande architetto tedesco Frei Otto, autore tra le altre cose dello Stadio Olimpico di Monaco per le Olimpiadi del 1972 e precursore di una impostazione ecologica del progetto d'architettura pone con forza la domanda: “Perchè gli architetti continuano a disegnare in nome della collettività progetti e spazi uguali per tutti anche se nessuno li vorrebbe così?” - Con l'impostazione open-source si passa dall’architettura chiusa, che celebra l'autore ma non l'abitabilità di una casa, alla libertà di un’architettura dinamica, aperta alle esigenze degli abitanti, in grado di trasformarsi nel tempo, un’architettura partecipativa in continuo miglioramento.
giovedì 30 aprile 2009
mercoledì 29 aprile 2009
Ecologia della casa e architettura open-source

Ecologia della casa - zero emissioni e architettura open-source. Efficienza energetica e flessibilità costruttiva. Con questo titolo Venerdì 8 maggio 2009 a Udine alle 9:30 presso la sala congressi della Fiera di Udine si terrà un convegno in cui saranno presentati i lavori del secondo Labboratorio Sperimentale di Sostenibilità Edilizia svolto in collaborazione con ITI Malignani di Udine, ISIS Solari di Tolmezzo, IPSIA Mattioni di San Giovanni al Natisone, ISIS D'Aronco di Gemona del Friuli.
Partecipano al convegno
Manuela Daniel, assistente alle politiche sociali di Coop Consumatori Nordest
Christine Kanstinger dell'Atelier Frei Otto und Partner
Andrea Trincardi Coordinatore del Laboratorio Sperimentale di Sostenibilità Edilizia
Andrea Poggio vice direttore generale di Legambiente
L'ecologia di una casa non riguarda tanto la “naturalità” dei suoi componenti quanto il ruolo che essa assume nella configurazione urbana e l'insieme di relazioni che l'attraversano, in altre parole le componenti tossiche sono solo una parte di queste relazioni da considerare insieme all'energia necessaria a produrre la casa e a mantenerla, la provenienza geografica dei materiali e l'impatto ambientale che si determina in ogni fase della filiera.
Una casa a zero emissioni non intossica i propri abitanti con emissioni nocive (Composti Organici Volatili) e non contribuisce all'aumento dei gas serra perchè richiede pochissima energia per essere scaldata e raffreddata ed è stata costruita con materiali che non hanno richiesto molta energia per essere prodotti. Con casa ecologica a zero emissioni, in una visione ampia, ecosistemica, si indica un modo di intervenire, di trasformare l'ambiente, considerando il punto di vista delle comunità locali per trovare nel contesto e nelle relazioni che lo attraversano le priorità da seguire. Attualmente la deriva consumistica ha profondamente alterato i rapporti degli abitanti con la casa e con il proprio ambiente, la casa è stata ridotta a merce, un oggetto in vendita fra altri oggetti. Scriveva Adorno che “Delle merci culturali si consuma il loro astratto essere per altro, senza che esse siano realmente per gli altri; nel mentre contentano gli altri esse in realtà li ingannano. Oggi la città contemporanea si fonda su questo colossale inganno, inganno che dopo l'emergere della bolla speculativa e le vicende delle speculazioni sui mutui appare più chiaro.
mercoledì 10 dicembre 2008
Casa a zero emissioni
Realizzazione di una casa temporanea a zero emissioni.
L'ambizioso progetto del Laboratorio Sperimentale di Sostenibilità Edilizia organizzato per l'anno scolastico 2008/09 è la costruzione, da parte degli studenti, di un prototipo di casa temporanea a zero emissioni. Casa temporanea significa una casa montabile e smontabile, un modo di costruire reversibile, che non pregiudica altri usi futuri del terreno; zero emissioni significa una casa che non determina un aumento di emissioni che alterano il clima (CO2; NOx; SO2) grazie alla capacità di utilizzare al meglio l'energia solare. La casa avrà la struttura portante in legno e un alto grado di isolamento termico (standard passivhaus) per funzionare al meglio sia in inverno che in estate, sarà facilmente montabile e smontabile da gruppi di volontari. Con una superficie complessiva di circa 40 mq. , sarà dotata di impianto elettrico a basso voltaggio alimentato da un campo fotovoltaico integrato nella struttura.
Realizzata per accogliere le attività temporanee di sensibilizzazione sui temi dell’efficienza energetica e della sostenibilità edilizia organizzate dai Distretti dei soci di Coop Consumatori Nordest, è intesa quale prototipo di casa temporanea, a bassissimo impatto ambientale.
L'ambizioso progetto del Laboratorio Sperimentale di Sostenibilità Edilizia organizzato per l'anno scolastico 2008/09 è la costruzione, da parte degli studenti, di un prototipo di casa temporanea a zero emissioni. Casa temporanea significa una casa montabile e smontabile, un modo di costruire reversibile, che non pregiudica altri usi futuri del terreno; zero emissioni significa una casa che non determina un aumento di emissioni che alterano il clima (CO2; NOx; SO2) grazie alla capacità di utilizzare al meglio l'energia solare. La casa avrà la struttura portante in legno e un alto grado di isolamento termico (standard passivhaus) per funzionare al meglio sia in inverno che in estate, sarà facilmente montabile e smontabile da gruppi di volontari. Con una superficie complessiva di circa 40 mq. , sarà dotata di impianto elettrico a basso voltaggio alimentato da un campo fotovoltaico integrato nella struttura.
Realizzata per accogliere le attività temporanee di sensibilizzazione sui temi dell’efficienza energetica e della sostenibilità edilizia organizzate dai Distretti dei soci di Coop Consumatori Nordest, è intesa quale prototipo di casa temporanea, a bassissimo impatto ambientale.
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martedì 1 luglio 2008
La città, oggi
La città, oggi, è oggetto di una possente ricombinazione in cui entrano in causa il deficit ecologico e il superamento dei limiti della terra, la fine del ruolo della politica e la potenza dell’economia globalizzante, domande di libertà e di giustizia sociale, spinte alla decentralizzazione e imposizioni centralistiche di sfruttamento della realtà locale. Relazioni complesse e mutevoli nel corso del tempo si stratificano nel nostro ecosistema che costituisce il corpo vivo inafferrabile e sfuggente della città.
Questo è il nostro ambiente, ciò che cresce attraversato da reti e interrelazioni pluridimensionali ed evolve, muore e rinasce, grazie alla compresenza di moltissimi elementi eterogenei.
Centri commerciali, centri direzionali, centri benessere e sportivi, aldilà dell’ossessivo richiamo al centro, costituiscono gli elementi ripetitivi di una frammentazione funzionale in cui l’eterogeneo scompare, in cui domina l’impoverimento segnico e semantico degli spazi spazzatura, degli scatoloni prefabbricati più o meno decorati. Così quelli che vorrebbero essere interventi ordinatori, attraverso la semplificazione, diffondono il vero caos, caratterizzato dalla calma piatta delle condizioni indifferenziate e da un bassissimo grado di relazione con l’intorno.
La parte pesante della città attuale è data dalla quantità di materia in uso, dalla necessità di pompare enormi quantità di energia per renderla abitabile, dallo spreco e dalla continua produzione di rifiuti. L’edilizia contribuisce a questo spreco utilizzando materiali insostenibili (come il cemento armato o il PVC) ma anche intaccando il patrimonio comune di suolo fertile e di acqua potabile. Riusare vecchi siti è sicuramente un’occasione di trasformazione in senso sostenibile della realtà urbana. L’architettura leggera è il modo di costruire senza sprechi di materia e di energia, è un modo attento al ciclo di vita dei materiali per costruire edifici a energia zero.
Oggi un progetto per la città deve partire dall’intrepretazione della complessità ecosistemica, la complessità delle relazioni, delle molte dimensioni, dei mille piani che si intersecano nell’intreccio del mondo biologico con quello tecnologico.
Oggi è possibile sperimentare una città a zero energia, costruita da architettura leggera, per non pesare sull’ambiente e iniziare a ridurre l’impronta ecologica della nostra città.
Questo è il nostro ambiente, ciò che cresce attraversato da reti e interrelazioni pluridimensionali ed evolve, muore e rinasce, grazie alla compresenza di moltissimi elementi eterogenei.
Centri commerciali, centri direzionali, centri benessere e sportivi, aldilà dell’ossessivo richiamo al centro, costituiscono gli elementi ripetitivi di una frammentazione funzionale in cui l’eterogeneo scompare, in cui domina l’impoverimento segnico e semantico degli spazi spazzatura, degli scatoloni prefabbricati più o meno decorati. Così quelli che vorrebbero essere interventi ordinatori, attraverso la semplificazione, diffondono il vero caos, caratterizzato dalla calma piatta delle condizioni indifferenziate e da un bassissimo grado di relazione con l’intorno.
La parte pesante della città attuale è data dalla quantità di materia in uso, dalla necessità di pompare enormi quantità di energia per renderla abitabile, dallo spreco e dalla continua produzione di rifiuti. L’edilizia contribuisce a questo spreco utilizzando materiali insostenibili (come il cemento armato o il PVC) ma anche intaccando il patrimonio comune di suolo fertile e di acqua potabile. Riusare vecchi siti è sicuramente un’occasione di trasformazione in senso sostenibile della realtà urbana. L’architettura leggera è il modo di costruire senza sprechi di materia e di energia, è un modo attento al ciclo di vita dei materiali per costruire edifici a energia zero.
Oggi un progetto per la città deve partire dall’intrepretazione della complessità ecosistemica, la complessità delle relazioni, delle molte dimensioni, dei mille piani che si intersecano nell’intreccio del mondo biologico con quello tecnologico.
Oggi è possibile sperimentare una città a zero energia, costruita da architettura leggera, per non pesare sull’ambiente e iniziare a ridurre l’impronta ecologica della nostra città.
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mercoledì 10 ottobre 2007
Per un presente sostenibile.
Molti spostano al futuro la trasformazione in senso sostenibile della società. Come avviene in tutti i cambiamenti epocali, c’è un passaggio di potere e di ricchezze tra vecchia economia e nuova economia è ovvio che questo spaventi chi non si sta attrezzando e che quindi si preferisca spostare l’obiettivo in un futuro imprecisato.
Il 4 ottobre è stato il cinquantesimo anniversario del primo satellite spaziale, lo Sputnik, che aprì il periodo delle fantasie spaziali, dopo soli 12 anni il primo uomo toccò il suolo lunare. E’ inimmaginabile ciò che l’uomo può fare in un tempo così breve. Sui tempi lunghi gli uomini non hanno nessuna possibilità di controllo su ciò che sarà; “Se sai come una cosa sarà tra cinquant’anni, vuoi dire che sei in grado di realizzarla adesso. Ma in realtà non lo sai, perché quella cosa sarà ciò che vorrà essere.” scriveva Louis Kahn. Il compito della trasformazione in senso sostenibile della società spetta a noi, se in 12 anni si è riusciti ad andare sulla luna è mai possibile che non si riesca nello stesso periodo a riorganizzare il territorio limitando l’uso dell’automobile, a ridurre drasticamente la produzione di rifiuti e a costruire case con ridottissimi consumi di energia?
Il 4 ottobre è stato il cinquantesimo anniversario del primo satellite spaziale, lo Sputnik, che aprì il periodo delle fantasie spaziali, dopo soli 12 anni il primo uomo toccò il suolo lunare. E’ inimmaginabile ciò che l’uomo può fare in un tempo così breve. Sui tempi lunghi gli uomini non hanno nessuna possibilità di controllo su ciò che sarà; “Se sai come una cosa sarà tra cinquant’anni, vuoi dire che sei in grado di realizzarla adesso. Ma in realtà non lo sai, perché quella cosa sarà ciò che vorrà essere.” scriveva Louis Kahn. Il compito della trasformazione in senso sostenibile della società spetta a noi, se in 12 anni si è riusciti ad andare sulla luna è mai possibile che non si riesca nello stesso periodo a riorganizzare il territorio limitando l’uso dell’automobile, a ridurre drasticamente la produzione di rifiuti e a costruire case con ridottissimi consumi di energia?
martedì 9 ottobre 2007
Laboratorio Sperimentale di Sostenibilità Edilizia - La.S.S.E.
Sono ormai trent’anni che si è fatta strada l’idea, diventata oggi certezza, che a questi livelli di prelievo, la Terra non potrà garantire risorse in modo equo per tutti gli abitanti del pianeta. Le risorse sulla Terra hanno dei limiti, di quantità e di possibilità d’uso; hanno dei limiti il petrolio, il carbone e l’uranio, ma hanno dei limiti anche tutte le materie prime utilizzate nei sistemi di produzione. La sfida della nostra epoca è quella di accettare questi limiti, riducendo drasticamente l’impiego di materia e di fonti di energia non rinnovabile, senza per questo ridurre o peggiorare il livello di vita. L’ingresso nell’era post-petrolifera richiede un cambio totale di visione e uno sforzo immaginativo che vada al di là di modelli e tecniche consolidate. Non si tratterà di sostituire semplicemente un materiale con un altro, ma si è chiamati, fin d’ora, a cambiare completamente l’approccio al progetto, avviando la ricerca di un modo di costruire secondo criteri di sostenibilità ambientale. Efficienza energetica, meno materia, individuazione di filiere sostenibili per eliminare il più possibile gli scarti e i rifiuti, sono questi gli assi per la ricerca verso una sempre maggiore integrazione sostenibile.
L’edilizia impiega molta materia in fase di produzione e molta energia in fase di gestione per climatizzare e illuminare gli ambienti; ben il 40% della produzione di gas serra è imputabile all’edilizia. Si delinea quindi la necessità di studiare nuovi tipi di insediamento meno “energivori” di quelli attuali.
Nasce da queste considerazioni l’idea di un Laboratorio Sperimentale di Sostenibilità Edilizia (LaSSE), promosso e finanziato da Coop Consumatori Nordest, all’interno del programma “Energeticamente”, con l’intento di verificare strategie sostenibili nella costruzione e gestione degli edifici commerciali e contemporaneamente formare e sensibilizzare i professionisti di domani. Il progetto, coordinato dall’architetto e ecodesigner Andrea Trincardi verrà sviluppato dagli studenti dell’Istituto Tecnico Industriale Malignani di Udine sotto la guida degli insegnati della specializzazione edilizia e della specializzazione elettrotecnica e automazione. La sperimentazione, condotta sugli edifici messi a disposizione da Coop Consumatori Nordest, intende individuare i punti di maggiore utilizzo di energia, valutarne il grado di inefficienza e indicare una serie di strategie possibili da attuare in futuro per migliorare il grado di sostenibilità. L’attività di LaSSE risponde perfettamente alle finalità dello statuto di Coop Consumatori Nordest essendo anche un momento di promozione dei principi di solidarietà e mutualità tra i cittadini. Il cambiamento attuale richiederà una trasformazione degli stili di vita di ciascuno e dunque una diffusa attività di educazione e sensibilizzazione all’uso razionale delle risorse, all’efficienza energetica e ai temi della sostenibilità edilizia costituisce un contributo importante all’interno di una già avviata attività sociale di educazione e sensibilizzazione ai consumi.
I risultati raggiunti a conclusione del lavoro di LaSSE, che accompagnerà gli studenti lungo l’intero anno scolastico, consentiranno una prima valutazione sull’efficienza degli edifici analizzati e costituiranno una base per le progettazioni future e i piani di manutenzione e rinnovamento.
L’edilizia impiega molta materia in fase di produzione e molta energia in fase di gestione per climatizzare e illuminare gli ambienti; ben il 40% della produzione di gas serra è imputabile all’edilizia. Si delinea quindi la necessità di studiare nuovi tipi di insediamento meno “energivori” di quelli attuali.
Nasce da queste considerazioni l’idea di un Laboratorio Sperimentale di Sostenibilità Edilizia (LaSSE), promosso e finanziato da Coop Consumatori Nordest, all’interno del programma “Energeticamente”, con l’intento di verificare strategie sostenibili nella costruzione e gestione degli edifici commerciali e contemporaneamente formare e sensibilizzare i professionisti di domani. Il progetto, coordinato dall’architetto e ecodesigner Andrea Trincardi verrà sviluppato dagli studenti dell’Istituto Tecnico Industriale Malignani di Udine sotto la guida degli insegnati della specializzazione edilizia e della specializzazione elettrotecnica e automazione. La sperimentazione, condotta sugli edifici messi a disposizione da Coop Consumatori Nordest, intende individuare i punti di maggiore utilizzo di energia, valutarne il grado di inefficienza e indicare una serie di strategie possibili da attuare in futuro per migliorare il grado di sostenibilità. L’attività di LaSSE risponde perfettamente alle finalità dello statuto di Coop Consumatori Nordest essendo anche un momento di promozione dei principi di solidarietà e mutualità tra i cittadini. Il cambiamento attuale richiederà una trasformazione degli stili di vita di ciascuno e dunque una diffusa attività di educazione e sensibilizzazione all’uso razionale delle risorse, all’efficienza energetica e ai temi della sostenibilità edilizia costituisce un contributo importante all’interno di una già avviata attività sociale di educazione e sensibilizzazione ai consumi.
I risultati raggiunti a conclusione del lavoro di LaSSE, che accompagnerà gli studenti lungo l’intero anno scolastico, consentiranno una prima valutazione sull’efficienza degli edifici analizzati e costituiranno una base per le progettazioni future e i piani di manutenzione e rinnovamento.
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martedì 17 luglio 2007
Prodotti naturali
Come già avvenuto nell'alimentare anche nei prodotti per l'edilizia si sta diffondendo la dicitura prodotto naturale. Con naturale si identificano quei prodotti che hanno subito scarse trasformazioni. Questa definizione ha più che altro un intento evocativo, naturale rimanda a salutare, che fa bene, puro come acqua di montagna. Costruire in modo naturale allora è costruire con materiali che non siano nocivi per la salute. E’ uno dei tanti paradossi del mondo industriale-consumista: ci si può nutrire con roba generica che può contenere sostanza dannose o con roba naturale che fa bene. Ammettere la dicitura naturale per un prodotto è confermare contemporaneamente che è lecito produrre materiali non naturali, cioè potenzialmente tossici o dannosi.
Uno yogurt, un intonaco, del prosciutto o dei trattamenti per pavimento in legno possono essere naturali o che cosa? Artificiali? Industriali? Sintetici?
Artificiale è prodotto grazie a un arte del fare o del fare a regola d'arte. La costruzione di una casa è un artificio così come la produzione di un formaggio o del vino. Forse si è persa l’etica del fare a regola d’arte, per cui si immagina un mondo naturale originario in contrapposizione ad un mondo artificiale corrotto, come se in un passato mitico si conoscessero tutti i segreti del buon pane o della buona casa naturale. Non è così.
Con l’industrialismo, cioè l’allargamento a tutti gli aspetti del vivere delle regole della produzione industriale, si è affermato il primato del risparmio sulle regole dell’arte: risparmiare tempo; denaro; fatica. Per raggiungere questo risparmio ogni soluzione è valida, salute, benessere, gusto passano in secondo piano, al massimo evocati come elemento pubblicitario. Si risparmiano tempo denaro e fatica ma non si risparmiano materia, rifiuti, energia. Anzi lo spreco di questi ultimi è indispensabile per risparmiare i primi. Questa logica non ha però tenuto conto della limitatezza delle risorse della Terra. La Terra ha dei limiti ben precisi, la via d’uscita a questa situazione non è la sostituzione di materiali di consumo generici con materiali naturali ma il salto di paradigma, il blocco del consumo di materia e lo spostamento delle attività umane dai consumi all’uso e riuso. Solo abbandonando la logica industrialista si potrà essere liberi di pensare un nuovo modo di costruire o mangiare, che vada oltre la schiavitù dei consumi.
Una società che riduce i consumi non è una civiltà più povera anzi. Una casa calda in inverno e fresca d’estate è realizzabile riducendo anche di dieci volte il consumo di energia e il prelievo di materia. Non accontentiamoci allora del cibo naturale ma cerchiamolo piuttosto leggero, non come calorie, ma come impegno di materia e energia.
Uno yogurt, un intonaco, del prosciutto o dei trattamenti per pavimento in legno possono essere naturali o che cosa? Artificiali? Industriali? Sintetici?
Artificiale è prodotto grazie a un arte del fare o del fare a regola d'arte. La costruzione di una casa è un artificio così come la produzione di un formaggio o del vino. Forse si è persa l’etica del fare a regola d’arte, per cui si immagina un mondo naturale originario in contrapposizione ad un mondo artificiale corrotto, come se in un passato mitico si conoscessero tutti i segreti del buon pane o della buona casa naturale. Non è così.
Con l’industrialismo, cioè l’allargamento a tutti gli aspetti del vivere delle regole della produzione industriale, si è affermato il primato del risparmio sulle regole dell’arte: risparmiare tempo; denaro; fatica. Per raggiungere questo risparmio ogni soluzione è valida, salute, benessere, gusto passano in secondo piano, al massimo evocati come elemento pubblicitario. Si risparmiano tempo denaro e fatica ma non si risparmiano materia, rifiuti, energia. Anzi lo spreco di questi ultimi è indispensabile per risparmiare i primi. Questa logica non ha però tenuto conto della limitatezza delle risorse della Terra. La Terra ha dei limiti ben precisi, la via d’uscita a questa situazione non è la sostituzione di materiali di consumo generici con materiali naturali ma il salto di paradigma, il blocco del consumo di materia e lo spostamento delle attività umane dai consumi all’uso e riuso. Solo abbandonando la logica industrialista si potrà essere liberi di pensare un nuovo modo di costruire o mangiare, che vada oltre la schiavitù dei consumi.
Una società che riduce i consumi non è una civiltà più povera anzi. Una casa calda in inverno e fresca d’estate è realizzabile riducendo anche di dieci volte il consumo di energia e il prelievo di materia. Non accontentiamoci allora del cibo naturale ma cerchiamolo piuttosto leggero, non come calorie, ma come impegno di materia e energia.
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